Scogliere
bianche accese dal sole, flora e fauna ricchissime e un mare che prima di diventare
blu profondo declina tutti i toni del verde e dell'azzurro: è detto arcipelago
delle Isole d'oro quello al largo di Hyeres sulla Costa Azzurra. E che dire
delle Calanques di Cassis, profondi solchi dovuti all'erosione delle acque su
pendii argillosi con le loro calette e scogliere mozzafiato a cui si può
accedere solo in barca o a piedi? Ed ancora la vasta pianura della Crau, deserto
di pietre dall'aspetto lunare, una delle ultime steppe d'Europa, delimitata
secondo Giono da "una muraglia d'aria sciropposa in cui palpita il calore
Terra
di naturale misticismo e sacralità, l'entroterra provenzale è
il luogo d'elezione del monachesimo medioevale, e il solo Bernardo di Chiaravalle
tra il 1112 e il 1153 vi fonda centosessanta abazie. E' qui che troviamo le
"tre sorelle", da visitare in un percorso interiore di silenzio e
meditazione: Sénanque, Thoronet e Silvacane accolgono e ristorano lo
spirito con le loro forme severe ma armoniose. Perfetto esempio di romanico
provenzale, ancora oggi, al di là di ogni tempo, a dimostrazione che
i veri valori sono eterni, esprimono la purezza della regola cistercense.
Numerosi
artisti hanno amato prima di noi la Provenza, attratti dai suoi colori squillanti,
dalle sue forme piene e dalla natura rigogliosa e un po' selvaggia. I pittori
impressionisti Monet, Renoir, Sisley, Manet, Degas, Pissarro non si limitano
a ritrarre i paesaggi provenzali, ma spesso scelgono di viverci: Van Gogh sceglie
Arles, Toulouse-Lautrec, Matisse, Chagall e Pablo Picasso hanno nella costa
mediterranea la loro patria d'elezione. Anche Mistral, provenzale autentico,
premio Nobel per la letteratura nel 1904 l'ha cantata nei suoi famosi poemi:
Mirèio, Calèndal e Lou pouèmo dóu Rose.
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