Il
movimento religioso del catarismo, giunto in Europa nel XII secolo, proveniva
dai confini dell'Asia Minore e dei Balcani. La contrapposizione tra bene e male,
spirito e materia, ne caratterizza la complessa dottrina, che si riassume con
la strenua affermazione di un ideale di purezza, ribadita dallo stesso nome
greco, cataros, puro. L'eresia, detta anche albigese dal nome del centro della
Guiana Albi, si diffonde rapidamente in tutto il sud della Francia e in alcune
zone d'Italia. Pur rimanendo una religione di nicchia, essa si diffonde fra
i nobili che nutrono sentimenti anticlericali e tentano di difendere l'indipendenza
delle proprie terre dal controllo del re di Francia.
Verso
l'anno Mille sono tre i grandi stati che si dividono le terre occitane: il Ducato
di Aquitania, che si estende dalla Loira ai Pirenei; la Contea di Tolosa, che
va dai Pirenei tolosani al Rodano; e la Contea di Barcellona, che estende il
suo dominio in Catalonia, sulla costa linguadociana e in Provenza, e che nel
1137 diviene Regno di Aragona. Queste regioni indipendenti si fondano sui moderni
valori del paratge, l'uguaglianza morale di tutti i membri della società,
della convivencia, la tolleranza, e del jòi, la gioia di vivere. Sono
quindi l'ambiente ideale per i trobadors, i cui imperativi morali coincidendo
con quelli delle corti danno vita alle espressioni "cortesia" e "amor
cortese".
E'
senza dubbio la vite la pianta che più di ogni altra ha dato fama e ricchezza
all'Occitania. Eppure questo non è il solo albero della cuccagna occitano.
Nel XV secolo nella regione di Tolosa si sviluppa la coltura dell'isatis, guado
o pastello, una pianta da cui ogni tre anni si estrae una tinta azzurro intenso
molto apprezzata dai tessitori europei. Il guado, grazie al quale la borghesia
tolosana dell'epoca si arricchisce e prospera, viene perciò detto in
occitano cocanha, con riferimento al luogo favoloso in cui si mangia e si beve
a sazietà.
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