Staffarda - Abbazia di Santa Maria


MONACI E CONTADINI
Fondata nel 1135 da Manfredo I del Vasto, primo marchese di Saluzzo, divenne il regno dei monaci cistercensi che bonificarono le campagne acquitrinose presso Revello. Il complesso, comprendente chiesa, chiostro, magazzini e mercato coperto, vide svilupparsi fra XII e XV secolo una fiorente attività economica. La presenza di monaci andò diminuendo a partire dal Cinquecento e nel 1690 la battaglia di Staffarda vinta dal generale francese Catinat contro le truppe austro-piemontesi guidate da Vittorio Amedeo I portò alla chiusura dell’abbazia. In questa occasione andarono infatti distrutti gli edifici che si affacciavano sul chiostro, ricostruiti in seguito secondo il disegno originale.


PASCALE ODDONE

Quando il sole colpisce l’abside maggiore della spoglia Abbazia di Staffarda verrebbe da pensare che i monaci vi abbiano nascosto un tesoro: il polittico di Pascale Oddone, realizzato nel 1531, brilla di luce e colori. Oddone, le cui opere ornano anche la Collegiata di Revello, fu pittore e scultore specializzato nelle macchine d’altare policrome. Chiuso, il polittico è ripartito in quattro riquadri: nei superiori i Santi Bernardo e Benedetto, negli inferiori l’Annunciazione. Aperto, presenta tre ordini d’archi sovrapposti, quattro, due e uno, che ospitano le Storie di Cristo. Queste poggiano su otto ovali dedicati alle Storie di Maria.


SERVUS ET HUMILIS
I cistercensi, fedeli alla severa regola di San Bernardo, ricercavano la semplicità delle strutture: perciò nella chiesa, realizzata in stile romanico-gotico con materiali naturali lasciati a vista, non ci sono affreschi né sculture. Solo nel Cinquecento compaiono gli affreschi in facciata, il pulpito in stile gotico borgognone e le sculture lignee dipinte. Le uniche decorazioni presenti originariamente nell’edificio a pianta basilicale sono date dall’alternarsi delle fasce rosse dei mattoni. L’aspirazione alla semplicità e all’umiltà della regola cistercense si evidenzia in maniera assai singolare: i pilastri che reggono le tre navate sono tutti diversi fra loro, poiché solo Dio è perfetto.