Sampeyre - Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

IL TEMPIO DEI BIASACCI
La chiesa di impianto romanico-gotico fu riedificata intorno al 1462: la facciata conserva di quel periodo il rosone e il portale in pietra scolpita, uno dei più imponenti portali romanici del saluzzese. In pietra verde di Acceglio, è decorato con motivi floreali e antropomorfi, testine di uomini e di animali. L’interno gotico a una sola navata è estremamente suggestivo e presenta nelle arcate cieche uno straordinario ciclo pittorico dei fratelli Biasacci risalente al 1460. Accanto ad una delicata Madonna galattofora posta in un giardino e attorniata da rose e conigli, i Biasacci realizzano scene della Vita di Gesù: Strage degli innocenti, Fuga in Egitto, Adorazione dei Magi, Deposizione, Crocifissione, Passione e Resurrezione.

IL MIRACOLO DEL GRANO
Fuga in Egitto: la Sacra Famiglia cerca di mettere in salvo il Bambino dalla furia di Erode. I Vangeli Apocrifi narrano che, incalzati dalle truppe degli erodiani, Maria e Giuseppe avessero incontrato un contadino intento a seminare. La Vergine, avvisandolo che sarebbe stato interrogato sul loro passaggio ed esortandolo a non mentire, lo invita a prendere la falce per mietere. Stupito perché ha appena seminato, come testimonia il cestino che ha in mano, il contadino obbedisce. Ed ecco che il miracolo si compie: il grano è cresciuto e maturato in pochi istanti e ai soldati che chiedono quando sia passata la famiglia il contadino risponde con sincerità: il giorno della semina. Convinti di essere ormai in ritardo di mesi, gli erodiani desistono e si ritirano.

BAIA! BAIA!
Nel Medioevo le Abbadie erano congregazioni maschili cui spettava l’organizzazione delle feste profane. Il termine, in occitano Baia, passò poi ad indicare la stessa festa e il suo corteo di strambi personaggi. A Sampeyre, dove ogni cinque anni si svolge la più spettacolare con 300 figuranti, essa si è trasformata in vera e propria rievocazione storica. Festa pagana ricca di simboli legati alla rinascita e alla fertilità, sovrappone storia, leggenda e tradizione ricordando attraverso il personaggio del Turco e le barriere di legno erette nelle vie la cacciata dei Saraceni dalla Val Varaita. Le donne sono escluse dalla partecipazione alla Baia: i ruoli femminili sono sempre ricoperti da uomini.
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