Valgrana - Cappella dei Santi Bernardo e Mauro

UNA CHIESA APERTA
La cappella quadrangolare del XV secolo coperta da volta a crociera in origine era aperta sui tre lati da archi a tutto sesto; nel Seicento questi furono tamponati e riaperti solo alla fine del XX secolo. Sulla facciata di questa chiesetta spicca una curiosa Annunciazione, in cui tra i personaggi della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele appare l’Eterno: questi emana un fascio luminoso nel quale si scorge un piccolo uomo nudo, Gesù. Nell’abside campeggia la Madonna in trono fra San Giovanni Battista e Bernardo da Mentone, noto anche come Bernardo d’Aosta. Molto venerato sulle Alpi, fondò gli ospizi del Grande e Piccolo San Bernardo e perciò fu scelto come protettore di viaggiatori e alpinisti. Non vi è invece traccia del secondo dedicatario Mauro, monaco benedettino.

SANTI O UOMINI?
Com’è consuetudine, Pietro da Saluzzo, autore dell’intera decorazione, affresca nelle vele gli Evangelisti in trono accompagnati dai loro simboli apocalittici: il leone per Marco, il toro per Luca, l’angelo per Matteo e l’aquila per Giovanni. Affiancati dai Dottori della Chiesa Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio Magno, sono colti in atteggiamenti molto umani e anticonformisti: Matteo si sfila un sandalo e succhia la penna in attesa di ispirazione, Ambrogio porta occhialini a pince-nez, Luca tempera lo stilo per poter scrivere meglio.

LA TRINITÀ
Seminascosto al fondo di un cortile cui si accede passando sotto un basso arco in pietra, l’Ospizio della Trinità di Valgrana è una semplice casetta a due piani. Edificio medievale dalle finalità assistenziali, destinato ad accogliere pellegrini e malati, presenta in facciata un rarissimo affresco databile al 1455-1470 e attribuito ai fratelli Biasacci. La Trinità è raffigurata secondo l’iconografia orizzontale: Padre, Figlio e Spirito Santo sono visti come tre busti maschili identici che emergono dal medesimo corpo. A partire dal Seicento la Chiesa considerò rozze e irrispettose queste raffigurazioni che scomparvero così dagli edifici sacri ma non dalle Confraternite di Melle, Venasca e Valgrana.
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