Agde (Hérault)

AGATHA LA GRECA
Lungo è il passato di questa scura città di basalto, posta a fronte dell'azzurro mare Mediterraneo. Abitata prima dai Liguri, i Fenici ne fecero un porto già nel V secolo a.C. e furono seguiti dai Greci, che la chiamarono "Agathé", la Buona. Il commercio fiorì presto, alimentato dalla ricca produzione di vino ed olio dell'entroterra. Agde era un porto fiorente, collegato a quel ricco universo mediterraneo , dove gli scambi e quelli economici andavano di pari passo. Anche il Cristianesimo vi giunse presto: già nel V secolo d.C. Agde diventa sede vescovile. Poche vestigia restano tuttavia di quel passato luminoso. Le invasioni barbare e poi saracene le hanno spazzate via. Ma la vocazione commerciale di Agde sopravvisse anche a queste vicissitudini, e il porto restò un importante centro di scambi fino al XII secolo, quando fu gradualmente soppiantato da quelli vicini di Aigues-Mortes e poi di Sète. La sua sorte fu segnata definitivamente dall'insabbiamento, che finì per separarla da quel mare che le aveva dato vita e ricchezza.

UNA CATTEDRALE PRONTA A OGNI ASSEDIO
L'antica Cattedrale St.Etienne è certamente il più notevole monumento di Agde: fu costruita nel XII secolo, probabilmente su una precedente chiesa carolingia, che a sua volta era sorta su un antico tempio dedicato a Diana. Il suo aspetto ha la tipica austerità delle chiese-fortezza della Linguadoca, rafforzato ancora dal colore scuro del materiale usato: una pietra di lava quasi nera, proveniente dall'antico vulcano del Mont Saint-Loup, situato a qualche chilometro dalla città.Anche i muri sono quelli di una fortezza: spessi 2-3 metri, e sormontati da merlature. E così l'alta torre campanaria, a base quadrata e alta 35 metri.La chiesa ha una navata unica, con volta a botte acuta, e un'abside rettangolare più larga della navata stessa. Nella volta, si nota ancora una piccola finestra rotonda usata dai difensori della chiesa durante gli assedi per il rifornimento in cibo e munizioni.Del mobilio interno, notevoli un altare in marmo policromo del XVII sec. e uno splendido pulpito, pure in marmo, del XVIII.

LAVA NERA E MARE AZZURRO
E' tutta giocata sul contrasto, questa città di mare che il mare ha ripudiato dopo averle dato secoli di splendore. Contrasto anche di colore: le sue vicine come Sète o Béziers hanno i toni dorati del sole, ma Agde è color di antracite. La Perla Nera del Mediterraneo sembra voler mantenere il lutto del suo passato glorioso spazzato via dalla sorte avversa. L'emblema della città è l’Efebo, un meraviglioso bronzo ellenistico, la cui storia riflette simbolicamente quella di Agde: sepolto nel fango del fiume, fu riportato alla luce nel 1964 . Secondo alcuni, è un ritratto di Alessandro Magno. Quel che è certo è che, per questo gioiello testimone dei suoi passati splendori, Agde ha costruito una degna residenza: il Museo dell’Efebo, dove il bellissimo giovane troneggia ancora, scrutando i secoli con il suo sguardo lontano
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