Villerouge-Termenes (Aude)

QUI IL ROGO DELL'ULTIMO GRANDE ERETICO
Un pittoresco villaggio delle Corbières, stretto intorno al suo castello. Intorno, il paesaggio tipico di questa regione di colline aride e rossastre, su cui risaltano i vigneti e la macchia mediterranea. Castello e villaggio furono per secoli oggetto di contesa fra gli arcivescovi di Narbonne e nobili locali come le famiglie di Termes e di Peyrepertuse. Tracce di questi litigi si trovano fin dal XII secolo.Dopo la Crociata, entra in campo anche il nuovo signore di Termes, Alain de Roucy, un barone del Nord venuto a difendere la cristianità contro l'eresia, il che non gli impedisce di usurpare come i suoi predecessori occitani le terre dell'arcivescovo, tanto da provocare l'intervento di Papa Onorio III . Ma la storia ricorda Villerouge-Termenès soprattutto perché qui fu bruciato sul rogo nel 1321 Guglielmo Belibasto, l'ultimo "perfetto"cataro di cui si conosca il nome.

RIVIVERE IL MEDIOEVO
Il castello è citato nei documenti fin dal XII secolo. Di forma quadrata, si orna agli angoli di graziose torri rotonde. Ha una grande porta fortificata sovrastata da una torre, e un vasto edificio sul lato sud che era adibito a stalle e scuderie e che ora , perfettamente restaurato, ospita una bottega e una Taverna Medioevale. All'interno un bel cortile e grandi sale ancora usate per banchetti, con volte gotiche a nervature. Vi si accede con una curiosa scala ricavata nello spessore delle muraglie. Il villaggio era nel secolo XII circondato da bastioni, di cui sussiste la massiccia Porta San Giovanni. Fuori le mura, la chiesa St.Etienne, con un bel retablo raffigurante scene della vita del Santo. L'edificio, costruito fra il XIII e il XIV secolo, ha una navata unica a sesto acuto e abside piatta.

BELIBASTO, UMANISSIMO EROE
Quando Belibasto salì sul rogo davanti a questo castello, era ormai trascorso oltre un secolo dall'inizio della Crociata. Né gli eserciti né l'Inquisizione erano ancora riusciti a debellare completamente quella fede càtara che così profonde radici aveva spinto in terra occitana. Belibasto fu un personaggio singolare: di origini contadine, abbracciò l'eresia quasi per caso, dopo aver ucciso un pastore litigioso. Seguì un "perfetto" cataro in Catalogna, apprese e predicò meglio che poteva, cercò di diventare "perfetto" anche lui ma spesso non vi riuscì. Tuttavia, tradito e arrestato dagli Inquisitori, rifiutò sempre di rinnegare la propria fede e preferì le fiamme del supplizio. Forse imperfetto, ma coerente fino all'eroismo.
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