Saint-Hilaire (Aude)

UNA CLAUSURA TROPPO APERTA
Secondo la tradizione, l'abbazia fu fondata nel VI o VII secolo da Hilaire, vescovo di Carcassonne. Costruita probabilmente sul luogo di un eremitaggio più antico., l'Abbazia benedettina conosce nel X secolo grande prosperità e vede moltiplicarsi le donazioni. Viene allora a dipendere dall'Abbazia di Saint-Michel de Cuxa, sotto la gestione del prestigioso Abate Garin, che introduce a Saint Hilaire la riforma gregoriana. Questo grande personaggio, amico del Doge di Venezia Pietro Orseolo e di Gerbert d'Aurillac, regge ben quattro abbazie. Nel 1237 viene in parte ricostruita, e un secolo più tardi le si aggiunge il bel chiostro tuttora esistente. Fortificata durante la Guerra dei Cent'anni per resistere ai tempi difficili, Saint-Hilaire non sfuggirà alla decadenza e la sua esistenza in quanto abbazia verrà revocata per decreto vescovile nel XVIII secolo, "perché non vi esiste più clausura, il chiostro è frequentato notte e giorno da donne". La chiesa abbaziale è quindi ridotta a parrocchiale.

UN CAPOLAVORO DI SCULTURA
Oltre all'elegante chiostro del XIV secolo, è degno di attenzione soprattutto il magnifico sarcofago di marmo raffigurante il martirio di San Saturnino, che si trova in una cappella della chiesa. L'opera è attribuita al Maestro di Cabestany, una delle figure più rappresentative della scultura romanica nell'area mediterranea.Opera della maturità, il Sarcofago di San Saturnino compendia tutto il vigore e il genio dell'artista, nei suoi tratti anche violenti e caricaturali. Probabilmente non era un sarcofago, ma un reliquario. (rimando al Circuito del Maestro di Cabestany)

EBBREZZA "DIVINA"
Due aneddoti "secolari" caratterizzano l'Abbazia. Il primo riguarda il vino, e il secondo le donne.Per il vino, i monaci di Sint-Hilaire hanno grandemente contribuito scoprendo la fermentazione naturale su cui si basa lo "champagne" molto prima che la ricetta giungesse nella regione di questo nome. La scoperta risale infatti al XVI secolo, e ha fornito la "blanquette" che ancor oggi fa l'orgoglio della vicina regione di Limoux..Per quanto riguarda le donne, è probabile che l'abbazia ne sia stata sempre molto frequentata perché racchiudeva una collezione di reliquie specializzate nel soccorrere le future madri nei dolori del parto: un braccio di Saint Hilaire e soprattutto la sua rossa cintura vescovile servivano allo scopo: le donne se ne cingevano per sostenere l'angoscia del travaglio. Quanto al suo anello, usava guarire le malattie degli occhi, soprattutto nel caso di bambini. Il che spiegherebbe anche la sostanziosa presenza nell'area di giovani donne, presenza che ai tempi della decadenza assunse altre forme e condusse l'abbazia a perdere la reputazione e lo statuto.
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