Arques (Aude)

IL CASTELLO DEI FRANCESI
Situato ai margini di un grazioso villaggio ricco di storia, il castello di Arques è uno dei pochi edifici del genere costruiti interamente dai Francesi, dopo la Crociata . I lavori cominciarono infatti nel 1280, cioè qualche decennio dopo la caduta degli ultimi bastioni della resistenza catara, Montségur (nel 1244) e Quéribus (nel 1255).Prima della Crociata, il dominio di Arques dipendeva dai signori di Termes fin dal 1118. Del villaggio fortificato che risale a quel tempo sussiste soltanto una torre, trasformata in campanile per la chiesa di Ste Anne.Dopo la guerra di conquista condotta da Simon de Montfort a strascico della Crociata, la signoria di Arques e quella di Couiza furono da lui attribuite a Pierre de Voisins, anch'egli un feudatario del Nord , fedele luogotenente di Montfort.

RESIDENZA NOBILIARE
La cinta muraria quadrangolare , ancora in parte mantenuta, circonda un elegante torrione quadrato munito di numerose finestre ad arco o trilobate. L'edificio, costruito in una pietra dal caldo colore giallo dorato, misura 25 metri di altezza, e 11 di lato ed è fiancheggiato da quattro graziose torrette circolari. L'insieme è di grande armonia e rappresenta un bell'esempio di stile gotico meridionale. Nonostante l'aspetto militare, si tratta in effetti di un castello eminentemente residenziale: la famiglia de Voisins vi abitò fino al secolo XVI, quando la sua ultima discendente convolò a nozze con il visconte de Joyeuse. I domini delle due signorie furono così unificati e i Joyeuse finirono per abbandonare il castello di Arques a profitto di quello di Couiza

MEMORIA CATARA
Benché Arques non possa essere definito "castello cataro", il luogo è profondamente legato alla storia di quest'eresia. Arques ospitò per diversi anni , a partire dal 1300, una attiva comunità di eretici provenienti dall'Ariège che parteciparono al rilancio della chiesa càtara animato dai fratelli Authié. Questi erano andati a ricevere la formazione spirituale necessaria, presso i "perfetti" che si erano rifugiati in Piemonte e Lombardia. Per cinque anni Arques fu al centro di questo tentativo di rianimare la chiesa dei bonuomini, che doveva finire anch'esso in una serie di roghi. . Ma Arques conserva la memoria eretica : nel villaggio si trova un piccolo Museo del Catarismo, molto ben documentato e intelligentemente allestito. E' situato in quella che fu la casa di Déodat Roché, letterato e studioso di eresie ed esoterismi. Uno dei personaggi che, con René Nelli, fecero rivivere l'epopea càtara, sottraendola all'oblio in cui la storia l'aveva relegata.
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