Montserrat


UN MECENATE DEL RINASCIMENTO
Fin dall’anno 888 esisteva sulla montagna di Montserrat un piccolo romitaggio. Fu trasformato in monastero benedettino per volontà dell’abate Oliba di Ripoll e Cuxa nel 1025. Il monastero crebbe fino a diventare indipendente da Ripoll nel 1410. Nel corso del XV secolo, la fama dei suoi pellegrinaggi e la ricchezza della sua biblioteca giungevano lontano. Ebbe allora per abate il futuro papa Giulio II della Rovere, grande mecenate del Rinascimento, che lo arricchì di opere d’arte. Data di quel periodo la navata dell’abbaziale. Nel 1812, l’abbazia fu saccheggiata e distrutta dall’esercito di Napoleone. Ricostruita fra il XIX e il XX secolo, è disposta intorno a due chiostri: uno davanti alla basilica, accessibile ai visitatori, l’altro al centro stesso del monastero. Gli edifici, vasti e imponenti, ospitano una numerosa comunità benedettina. Sussistono alcune strutture architettoniche del XVIII secolo, ma nulla purtroppo di epoca romanica, eccezion fatta per la Moreneta, la celebre Vergine nera di Montserrat ancora oggetto di grandi pellegrinaggi.


UNA PREZIOSA ABBAZIA SALVATA DALL'ABBANDONO

Una passeggiata nella magnifica montagna di Montserrat permette di raggiungere la chiesa di Santa Cecilia, a tre navate e tre absidi decorate di lesene e arcate lombarde. Era nel secolo XI il santuario di un monastero benedettino. Particolarmente notevole, a San Fruitos ai piedi della Montagna il monastero di Sant Benet de Bagès. Questa abbazia, fondata nel X secolo, offre uno straordinario insieme di edifici di età romanica, sopravvissuti a un lungo abbandono. La chiesa del XII secolo possiede un’ampia navata a volta ogivale. Sulla crociera del transetto una elegante lanterna a due piani. L’abside racchiude un coro e una cripta. Il chiostro, costruito intorno al 1100, è uno dei più interessanti della Catalogna per l’alta qualità delle sculture che ornano i capitelli.


UN'ANTICA SCUOLA DI CANTO SACRO
La montagna di Montserrat colpisce per la bellezza, l’estensione e la singolarità dei suoi paesaggi maestosi. Non sorprende che la solitudine di questa massa rocciosa, dalla cresta seghettata (da cui il nome Mont serrat), che sovrasta la pianura, abbia attratto monaci ed eremiti, per affascinare molto più tardi i Romantici. Qui Wagner si ispirò per creare i paesaggi del suo Parsifal. Ancor oggi attrae folle di pellegrini e di turisti . Montserrat è pure centro vivacissimo della cultura catalana . I monaci, eruditi e artisti, guardiani di una ricchissima biblioteca, contribuiscono alla produzione intellettuale della provincia. Il monastero mantiene, in particolare, la tradizione del canto vocale. La celebre “escolania” è la più antica scuola monastica d’Europa dedicata al coro dei monaci. Montserrat simboleggia anche, per il paese Catalano, la resistenza durante gli anni oscuri della dittatura.