Sintesi del Cammino

LA RIVOLTA DEL 1907
Dopo la crisi dovuta alla filossera, gli abusi nello zuccherare il vino e la fabbricazione di vinaccio alterato in tutta la Francia, i viticoltori occitani prigionieri di una situazione di monocoltura (come oggi ancora nel Terzo Mondo) si trovarono in condizioni economiche disastrose. Era la primavera del 1907. Le prime manifestazioni pacifiche, guidate da Marcelin Albert (di Argeliers) avvengono nella regione di Narbonne e hanno scarso seguito. Ma gradualmente il fiume della protesta va crescendo, fino a far tremare il governo francese, presieduto da Clémenceau. I manifestanti sono sempre più numerosi: 40'000 a Narbonne, 250'000 a Carcassonne, circa 800'000 a Montpellier il 9 giugno 1907. Un altro personaggio di rilievo affianca ormai Marcelin Albert: il sindaco di Narbonne, Ernest Ferrol, di orientamento social-populista.
Il governo allarmato dagli avvenimenti manda l'esercito a ristabilire l'ordine e a stroncare quello che appare ormai sempre più come la rivolta del Sud contro il Nord. La pesante occupazione militare e l'arresto di Ferrol spingono la gente a manifestazioni ancora più violente che finiscono nel sangue: il 20 giugno l'esercito apre il fuoco sulla folla e uccide quattro manifestanti. Un reggimento si ammutina, il paese è sull'orlo della guerra civile. Frédéric Mistral, figura emblematica e Nobel della letteratura, viene invitato a prendere la guida della rivolta ma resta sordo ad ogni appello. Clémenceau riesce con l'esercito a riprendere il controllo della situazione e fa votare una legge contro la frode alimentare, riuscendo così, pur con molta fatica, a spegnere la collera del mondo viticolo occitano.
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