Sintesi del Cammino

LA BESTIA DI GÉVAUDAN
Quella della «Bestia di Gévaudan» fu certo una delle più strane storie del nostro paese. Al tempo di Luigi XV, dal 1764 al 1767, una «bestia» ferocissima uccise più di cento persone, in massima parte bambini. Tutto cominciò nel giugno del 1764 a Gévaudan (Lozère): una ragazza di 14 anni fu la prima vittima, seguita da altre poche settimane dopo. Di fronte al moltiplicarsi dei casi, il capitano Duhamel con 56 dragoni lanciò la caccia alla fiera. Ma, curiosamente, quando i dragoni facevano una battuta a nord, la bestia uccideva a est, e se andavano a est la bestia colpiva a nord. Allora il re decise di ricorrere all'esercito e mandò nella regione ben 20'000 cacciatori… senza risultato. Si sparse la voce che si trattava del Diavolo in persona. Poi, nel settembre l765, un grosso lupo venne ucciso… e subito spedito a Parigi. Il paese trasse un sospiro di sollievo, ma per poco: tre mesi dopo ci furono nuove vittime. La «bestia» non era morta, e diventava ormai leggendaria. La paura continuò a regnare nel paese fino al 19 giugno 1767, quando un certo Joan Chastel, soprannominato «il mago» uccise la misteriosa «bestia» con una pallottola benedetta. Il cadavere rimase esposto pubblicamente per qualche tempo… e poi spedito a Parigi, dove giunse cinquanta giorni dopo, in uno stato tale di decomposizione che il re lo fece seppellire in gran fretta. Così, nessuno studioso poté esaminarlo né identificarlo e «la bestia» conserva ancor oggi tutto il suo mistero.
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